Oltre i tabù.
Libertà di parlare.
Coraggio di svelare.
I nostri articoli
In questo post, parliamo con Riccardo Magi, segretario di +Europa e una delle figure più in vista nella lotta per i diritti civili in Italia. Scopriamo le sue opinioni su temi scottanti come la legalizzazione della cannabis, il fine vita e le libertà individuali, in un'intervista che sfida i tabù e apre il dibattito pubblico.
In questo post parliamo di quel tabù che è la morte, un tema che molti evitano come la peste! Quanti di noi vivono come se fossero immortali? Certo, l'anima è eterna e sperimentiamo la vita in diverse forme, ma ogni esperienza ha la sua scadenza. Scopriamo insieme perché è importante affrontare questo argomento e vivere appieno ogni attimo, senza dimenticare che la vita è un viaggio da esplorare, non solo un gioco da giocare!
In questo post chiacchieriamo con Lisa Di Giovanni, giornalista e scrittrice, su come la comunicazione si sia evoluta in un mondo frenetico. Scopriamo insieme quanto sia fondamentale saper esprimere le proprie idee e come affrontare i tabù moderni, perché in fondo, capire e riconoscere i nostri fallimenti è il primo passo verso una comunicazione autentica.
In questo post esploriamo come i nostri interessi assorbenti influenzino la narrativa del successo, prendendo spunto da "8 Mile" e dalla famosa canzone "Lose Yourself". Scopriremo insieme se davvero il successo è l'unica opzione e come la cultura ci spinge a pensare che fallire sia inaccettabile. Pronti a riflettere su questa confusione culturale?
Scopri come il Book Pride 2026 ha dato voce a riflessioni profonde sui corpi e sul genere, esplorando cosa significa abitare il mondo oggi. Un viaggio tra parole e pensieri che sfidano i canoni, tutto raccontato da noi di FiloTabù!
Scopri il mondo di "Io sono Capitan Meraviglia", un progetto di Civil Words APS che trasforma il teatro in un potente strumento di dialogo e cambiamento. Un viaggio tra il feroce e il surreale, dove le arti performative ci invitano a riflettere e a sognare in grande!
In questo post esploreremo come il silenzio internazionale sull'Iran parli più forte di mille parole. Scopriremo le storie che restano inascoltate e perché è fondamentale dare voce a chi lotta per la libertà. Un viaggio tra le ombre e le speranze di un paese che merita di essere ascoltato.
Scopri come la natura può trasformare il tuo benessere psico-fisico! In questo post ti racconto la mia esperienza e come il contatto con l'ambiente naturale abbia migliorato la mia vita. Tra studi, ricerche e aneddoti personali, vedremo insieme perché è fondamentale coltivare questo legame indissolubile.
In questo post parliamo di come il lavoro possa trasformarsi in una vera e propria gabbia. Bianca ci racconta la sua esperienza di dieci mesi, tra scadenze e messaggi che sembrano non finire mai. È ora di riflettere su cosa significa davvero essere liberi e trovare un equilibrio tra lavoro e vita personale.
In questo post esploreremo il concetto di "tecnofeudalesimo" e come noi, sognatori e innovatori, possiamo plasmare il futuro. Scopriremo insieme come la nostra capacità di affrontare le sfide con audacia e creatività ci renda eredi di una tradizione potente. Preparati a guardare oltre!
In questo post parleremo di come le materie umanistiche, spesso sottovalutate e definite “scienze delle merendine”, siano invece fondamentali per capire e affrontare le sfide della vita. Scopri perché non possiamo liberarci di ciò che ci sovrasta senza prima comprendere il valore di queste discipline!
Scopriamo insieme perché certe parole online sono un vero tabù e come gli algoritmi influenzano la nostra comunicazione. Parleremo di termini delicati come suic*dio e autoles#one e di come questo possa impattare sulla salute mentale nell'era dei social. Un viaggio tra linguaggio e strategie di visibilità!
Scopri perché Josh Charles è il re della socialità sullo schermo, esplorando il suo ruolo nel dare vita a personaggi neurodivergenti come il dottor Martin Best. Un viaggio tra charme e autenticità che non puoi perderti!
In questo post, Omar condivide la sua esperienza in psicoterapia, riflettendo su come le sedute possano essere un mix di riluttanza e scoperta. Scopri perché, anche quando sembra di aver detto tutto, c'è sempre qualcosa di nuovo da esplorare!
In questo post, esploriamo il progetto "I corpi delle donne come campi di battaglia" di Cinzia Canneri, una fotografa italiana che ha conquistato il World Press Photo 2025. Scopriamo insieme l'importanza delle sue immagini e come raccontano storie di resilienza e lotta.
In questo post parliamo di un tema delicato ma importante: l'inversione dei ruoli tra genitori e figli. Quando i genitori iniziano a perdere la loro forza, i figli si trovano a dover assumere un ruolo di accudimento che può essere faticoso e complesso. Scopriamo insieme come affrontare questa situazione e quali emozioni possono emergere in questo difficile percorso.
In questo post parliamo di come le relazioni di coppia dovrebbero essere un rifugio sicuro, ma a volte possono trasformarsi in una prigione. Scopriamo insieme come mantenere la libertà e la reciprocità, senza perdere di vista la propria individualità!
Scopriamo insieme perché, nonostante le critiche, gli italiani non possono resistere al fascino di Sanremo! Tra moda, musica e momenti imperdibili, analizziamo le ragioni che ci spingono a sintonizzarci ogni anno, anche se siamo "anti-Sanremiani" convinti.
Scopri come le atlete di Milano Cortina 2026 stanno rompendo gli schemi e sfidando i tabù che hanno bloccato il mondo dello sport femminile per anni. È davvero un cambiamento definitivo? Ne parliamo insieme!
In questo post, ci addentriamo nell'anima complessa di Israele attraverso l'intervista a Ludovica Sonnino. Scopriremo come la memoria, la paura e il silenzio plasmino l'identità di un popolo, in un contesto dove le parole possono avere pesi inaspettati. Un viaggio tra storie e riflessioni per capire meglio un paese ricco di contrasti.
In questo post parliamo di "Two Lovers" e la pliance, esplorando come alcuni neurodivergenti crescono e si integrano nella società senza mai rivelare la loro vera essenza. Scopriamo insieme come le aspettative familiari possano influenzare le scelte di vita e come questo possa portare a una vita adulta invisibile, tra successi e silenzi.
Scopriamo insieme quanto il maschilismo sia radicato negli ambienti di lavoro, partendo da una conversazione bizzarra tra Omar e un collega. Un racconto che mette in luce le dinamiche di genere e le piccole (ma significative) ingiustizie quotidiane.
In questo post esploreremo come le relazioni che una volta erano autentiche e vitali possano lentamente trasformarsi in qualcosa di superficiale. Scopriremo i segnali da non sottovalutare e come mantenere i legami veri, essenziali per la nostra identità.
In questo post esploreremo il lato nascosto delle città che si vantano di essere sostenibili. Tra parchi verticali e tetti verdi, c'è un tabù che nessuno vuole affrontare: la fragilità della pianificazione urbana. Scopriamo insieme come la natura venga spesso vista come una semplice decorazione, mentre le vere sfide restano in ombra.
Diventare genitori è un viaggio affascinante ma pieno di sfide! In questo post, esploriamo come si gestisce una creatura in coppia, le emozioni che si intrecciano e le difficoltà nel passare da due a tre. Non esiste una soluzione universale, ma ognuno di noi trova il proprio modo di affrontare questa avventura. Pronti a scoprire di più?
In questo post esploriamo come la fede possa aiutarci a riempire il vuoto che la consapevolezza della morte e dell'incertezza porta nella nostra vita. Parleremo di come affrontare queste paure e trovare un senso, anche quando tutto sembra incerto. Un viaggio tra domande profonde e risposte che possono darci conforto!
Scopri il nuovo libro di Gabriele Lanci, "Baby Gang 74", un viaggio nel tumultuoso mondo dell'adolescenza e delle sue sfide. Tra gruppi di ragazzi e la ricerca di risposte alla violenza, questo romanzo offre uno sguardo profondo e attuale su come i giovani affrontano il loro posto nel mondo. Non perderti questa lettura che fa riflettere!
In questo post parliamo di come i salari bassi e i fitti alle stelle stiano mettendo in ginocchio tanti di noi. Tra crisi economica e decisioni governative che sembrano ignorare le difficoltà quotidiane, è ora di fare chiarezza su cosa sta succedendo e come possiamo affrontare questa situazione. Unisciti alla discussione!
In questo post esploriamo perché l'idea dell'istinto materno sia solo un mito. Scopri come la scienza ha messo in discussione questa convinzione, rivelando che la propensione alla maternità non è innata in ogni donna, ma è influenzata da fattori culturali e sociali. Pronti a sfatare qualche leggenda?
In questo post esploreremo il concetto di umanità attraverso l'arte di Marina Abramovic. Che significa essere umani? Tra emozioni e comportamenti, scopriremo come l'arte può aiutarci a comprendere meglio ciò che ci rende unici e speciali, in un confronto affascinante con il mondo animale. Un viaggio tra sentimenti e riflessioni che non puoi perderti!
Scopri come le lettere di Albert Camus a Maria Casarès rivelano un lato inaspettato dell'autore e perché mi convinco sempre di più che avesse tratti di ADHD ad alto potenziale. Un viaggio tra pensieri, emozioni e dopamina!
In questo post parliamo di come l’overdose digitale ci abbia resi più distratti e meno informati. Scopri come, nell’era dell’informazione, l’ignoranza sia diventata una scelta e come possiamo navigare meglio tra le notizie e i social senza farci sopraffare!
Scopri cosa significava innamorarsi a 16 anni prima dell'era dei social! In questa intervista a Marco Iurato, autore di "L’amore ai tempi dell’Uomo Ragno", esploreremo ricordi e emozioni di un amore autentico, lontano da like e messaggi istantanei. Un tuffo nel passato che farà vibrare il tuo cuore!
In questo post esplorerò come, solo 45 anni fa, il Medioevo sembrava un ricordo lontano, ma ci sono ancora tracce di quell’epoca che ci influenzano oggi. Mentre mi arrabatto tra ricerche e riflessioni sul femminismo degli anni '70, mi chiedo: siamo davvero progrediti o siamo solo accecati dalle illusioni? Un viaggio tra passato e presente che non potete perdervi!
Scopriamo insieme cosa significa davvero "fare nesting" e come possiamo farlo in modo consapevole ed ecosostenibile! Parleremo di quella spinta naturale che molti provano durante la gravidanza per preparare la casa e l'ambiente per l'arrivo del bebè, ma con un occhio attento all'ambiente. Pronto a dare il via al tuo nesting green?
In questo post esploreremo il tema dell'orgoglio, spesso visto come un difetto ma in realtà una forza che ci aiuta a non svanire nell'ombra. Parleremo di come smettere di sminuirci e abbracciare la nostra autenticità, anche di fronte alle critiche. Scopriamo insieme perché l'orgoglio merita un posto d'onore nella nostra vita!
Scopri come l'arrivo dei social network ha rivoluzionato le nostre vite e il nostro modo di percepire noi stessi. In questo post, esploriamo il lato positivo di questa "invasione digitale" e come abbiamo trovato il modo di adattarci e prosperare in un mondo sempre più connesso. Un viaggio tra sfide e opportunità, dove ci sentiamo protagonisti della nostra evoluzione!
Scopri come la città rappresenti un mix di libertà e restrizioni per le persone LGBTQ+. In questo post, esploreremo gli spazi urbani che hanno offerto rifugio e opportunità di reinvenzione, svelando il lato ambivalente di questi luoghi che accolgono e sfidano le nostre identità.
In questo post esploreremo la Piccola Farmacia Letteraria, un luogo speciale dove i libri non sono solo oggetti da vendere, ma veri e propri strumenti di cura e libertà. Scopri come la lettura può diventare un gesto di resistenza dolce, un modo per ascoltare noi stessi e il mondo che ci circonda. Un viaggio tra parole e emozioni che ci invita a riscoprire il potere della lettura!
Scopriamo insieme cosa si nasconde dietro il fascino delle smart city! In questo post parleremo di come il termine "intelligente" sia diventato un must nella politica urbana e quali tabù si celano dietro questa trasformazione. Pronti a esplorare il lato meno evidente delle città del futuro?
In questo post esploriamo come la povertà sia un tabù nelle nostre città, spesso ignorata e nascosta dietro facciate luccicanti. Parleremo di come la pianificazione urbana tende a escludere le persone in difficoltà e di come questo influisca sulla nostra percezione e realtà. Un viaggio tra le contraddizioni della vita urbana che non possiamo più ignorare!
In questo post parliamo di come, nonostante i progressi, il mondo del lavoro continui a essere un labirinto complicato per le donne, tra stereotipi e pregiudizi che sembrano non voler scomparire. Scopriamo insieme quali sono le sfide quotidiane e come possiamo affrontarle!
Scopriamo insieme il fenomeno degli hikikomori, ragazzi che si isolano e come l'approccio psico-cognitivo può aiutarli, anche attraverso il vestiario! Un viaggio tra cultura giapponese e realtà italiana, per capire meglio questa sfida sociale.
In questo post esploriamo come nei momenti di crisi, come le tragedie collettive, la comunità si risveglia e si unisce, mentre nel quotidiano tendiamo a evitarci. Parleremo di come gli sconosciuti possano diventare fondamentali e dell'importanza di riconoscerci nei momenti difficili. Un viaggio tra picchi di solidarietà e i tabù del bisogno.
In questo post parliamo del corpo femminile come un vero e proprio archivio di esperienze. Abbiamo intervistato Benedetta Petroni e Domitilla Pirro, le menti dietro il podcast "A gambe larghe", che affronta temi di salute riproduttiva e violenza ostetrica. Scopri come queste storie ci aiutano a capire e valorizzare il nostro corpo!
In questo post vi porto nel mio mondo quotidiano, dove la tecnologia e il tardo capitalismo si intrecciano in modo strano e affascinante. Dalla sveglia alle 6:00 con il mio dispositivo di interfaccia cervello-computer, fino alle prime pubblicità del giorno, vi racconto come navigo tra routine e consumismo. Pronti a scoprire come vivo in questa era così particolare?
Quel comportamento da parte sua è stato buono per placare l’ansia della ragazza, un paio gli fanno notare come anche il fatto di dover allontanarsi, cambiare marciapiede, avere il potere di tranquillizzare, è sintomo di patriarcato.
Di poter decidere dell’ansia di una donna.
Non ci hai mai riflettuto su questo, forse, o almeno non così intensamente.
Lui può decidere solo come comportarsi, come provare a convincere gli altri uomini della sistematicità e della non casualità del problema.
In questo post esploreremo perché essere idealisti oggi è un atto di coraggio e come, nonostante il disincanto che ci circonda, ci sia ancora spazio per sognare e credere in un mondo giusto. Scopriamo insieme come mantenere viva la fiamma dell'ideale in un'epoca che sembra dimenticarlo!
In questo post, Meltea Keller ci porta a riflettere sulla famosa frase di Luigi Tenco e sul desiderio di vedere noi stessi attraverso gli occhi degli altri. Con la sua esperienza di vita come persona AuDHD e ad alto potenziale, Meltea condivide pensieri e emozioni su come la percezione esterna possa influenzare la nostra identità. Un viaggio personale e sincero che invita a esplorare le sfumature della nostra esistenza.
In questo post parliamo di PCOS, una sindrome che spesso viene nascosta dietro a tanti tabù. Se ti sei sentita confusa o frustrata per i cambiamenti nel tuo corpo, sappi che non sei sola! Condividerò la mia esperienza e come ho imparato ad affrontare questa situazione. Pronta a rompere il silenzio con me?
In questo post parliamo di come la "finanziaria di guerra" e il "No Ponte" siano legati da un filo rosso di protesta e resistenza. Scopri perché è importante affrontare temi così delicati e come le recenti mobilitazioni del 29 novembre 2025 abbiano acceso i riflettori su queste questioni cruciali.
In questo post parliamo di un aspetto poco discusso delle relazioni finite: il lutto che si prova quando non puoi più condividere con qualcuno le storie della tua infanzia e adolescenza. Scopri come affrontare questa perdita e ritrovare il tuo equilibrio emotivo!
In questo post esploriamo un tema delicato e poco discusso: l'amore a prima vista non è sempre scontato quando nasce un figlio. Parliamo delle emozioni contrastanti che possono emergere e di come sia normale non sentirsi subito travolti dall'amore materno. Scopriamo insieme storie e riflessioni su questo argomento così profondo e umano.
In questo post, parliamo con Riccarda Zezza, manager e autrice di "Cura", che ci invita a riflettere su come il mondo del lavoro moderno ci stia allontanando dalla nostra umanità. Scoprite come possiamo riscoprire l'empatia e il benessere anche in un ambiente sempre più frenetico!
In questo post, esploriamo il fenomeno delle occupazioni, dai centri sociali come il Leoncavallo agli spazi recuperati dal movimento Prendo Casa, fino all'Aula Studio Liberata dell'Università della Calabria. Analizziamo le crescenti richieste di sgombero e le accuse delle destre, cercando di capire perché questi spazi sono così importanti e quali sono davvero i bisogni delle persone che li abitano.
Scopri come il petrolio, simbolo di potere e conflitti, si intreccia con il mondo del teatro e delle arti performative. In questo post, esploriamo l'incredibile lavoro di Civil Words APS e come usano il palcoscenico per stimolare il dialogo e la consapevolezza sociale. Preparati a riflettere su una "trappola scenica" che ci invita a riconsiderare il nostro rapporto con questa risorsa!
Scopri come le città non sono solo per chi le vive adesso, ma anche per chi le ha vissute e per chi le vivrà in futuro. In questo post parliamo del paradosso che emerge tra le diverse generazioni e come le loro esigenze influenzano il nostro modo di vivere lo spazio urbano.
Scopri il nuovo libro "Da Ascoli al Ceppo", un viaggio unico nei Monti della Laga! Con le storie di chi conosce davvero il territorio, Domenico Cornacchia, Narciso Galiè e Gabriele Vecchioni ci portano in un'avventura wild e autentica. Pronti a esplorare?
In questo post, esploreremo il lato positivo dell'irascibilità, un'emozione spesso mal vista ma che, in realtà, può rivelarsi una forza. Scopriamo insieme perché arrabbiarsi non è sempre un difetto e come può aiutarci a difendere le nostre passioni e valori!
La restanza serve a raccontare i rimasti, quelli che non lasciano il proprio luogo per un non-luogo e in quello stesso posto costruiscono storie possibili “in assenza” di qualcosa o di qualcuno. “Chi fa restanza solitamente parte da fermo”. Quanto E bella questa definizione.
La persona che mi ha insegnato questa parola è Olga Campofreda, scrittrice campana (di Caserta nello specifico), autrice di “Ragazze perbene” edito dalla NNEditore per la collana Le Fuggitive.
Scopri come un aforisma può trasformarsi in un balsamo per l'anima! In questo post esploriamo il potere di queste brevi perle di saggezza, capaci di confortare e ispirare nei momenti di bisogno. Un viaggio tra parole che sussurrano verità e portano calore nei nostri cuori.
Interrompere una relazione, specialmente se familiare, porta con sé diversi tabù, che in questo
articolo andranno rotti.
Quando una persona racconta di aver dovuto troncare i rapporti con uno o entrambi i genitori, con
fratelli e sorelle e con il parentame, la prima cosa che le viene detta è: “Ma fate pace! È pur sempre
la tua famiglia! È pur sempre tua madre/tuo padre/...”. Questa e altre frasi sono spesso e volentieri
derivate dall'ignoranza, poiché la gente non sa come una persona cycle-breaker è giunta a una delle
scelte più difficili della vita, come si sente e come convive con questa scelta.
La città contemporanea si muove sempre più veloce: tra cantieri urgenti, agende elettorali e vetrine digitali, si è costruita una “norma temporale” che esalta accelerazione, produttività ed efficienza. Eppure, ciò che resta escluso, invisibile, è il tempo lento: il ritmo ciclico della natura, della cura, della riflessione. Questo è il tabù temporale: l’espulsione della lentezza dalla grammatica urbana.
Il movimento Cittaslow ha provato a proporre una visione alternativa, centrata sulla qualità della vita e sulla sostenibilità, opponendosi all’egemonia della velocità.
In un tempo che esige leggerezza, efficienza emotiva e felicità ostentata, la malinconia resta una delle emozioni più fraintese e rimosse. Spesso confusa con debolezza o fallimento, viene nascosta, normalizzata, talvolta temuta. Eppure, proprio ciò che cerchiamo di scacciare continua a bussare, chiedendo ascolto.
Ne parliamo con Daniele Zepparelli, presidente dell’Umbria Green Festival, una realtà che da anni intreccia ambiente, cultura e sensibilità umana, e ideatore del primo Festival della Malinconia.
L’adolescenza è uno dei grandi tabù del nostro tempo. La nominiamo spesso, la osserviamo da lontano, la misuriamo con categorie rassicuranti, ma raramente la ascoltiamo davvero. La idealizziamo come promessa di libertà o la temiamo come minaccia di disordine, senza accettare ciò che davvero ci chiede: di sostare nell’incertezza, di fare i conti con la fragilità, di rinunciare al controllo.
In questa conversazione con Michela Marzano, l’adolescenza emerge non come problema da risolvere, ma come esperienza da reggere. Un tempo di passaggio che interroga il corpo, il desiderio, l’identità e, soprattutto, gli adulti stessi.
Nel programma del Festival Visioni Verticali 2025, tra le tantissime proposte, trova posto VAS, lungometraggio presentato come evento speciale accompagnato da un incontro con il cast e il pubblico. Alla proiezione seguono infatti un dialogo e un momento di confronto con il regista Gianmaria Fiorillo e con i protagonisti Eduardo Scarpetta e Demetra Bellina, offrendo allo spettatore l’occasione di approfondire temi, linguaggio e urgenze dell’opera.
2025, Visioni Verticali ospita la proiezione di Elvira Notari. Oltre il silenzio, il documentario di Valerio Ciriaci che riporta al centro della scena la prima regista della storia del cinema muto italiano. Il film, realizzato tra Italia e Stati Uniti, viene presentato con Antonella Di Nocera, produttrice e presidente di Parallelo 41, ed Enrico Bufalini, Direttore di Produzione, Distribuzione e Archivio Luce Cinecittà.
Si è conclusa domenica 14 dicembre, presso il Teatro Francesco Stabile di Potenza, la settima edizione di Visioni Verticali, il festival promosso dall’associazione Polimeri, punto di riferimento per la ricerca sui nuovi linguaggi audiovisivi e per il sostegno alle nuove generazioni di autori in
Italia e all’estero. La manifestazione conferma il suo ruolo come spazio aperto alla sperimentazione e alle produzioni indipendenti, intercettando le trasformazioni del cinema contemporaneo attraverso sguardi giovani e non convenzionali.
Tra i vincitori di questa edizione troviamo Mattia Parlati, nato nel 1997, designer e autore visivo, che con il suo cortometraggio HoneyMoon ha ricevuto una menzione speciale per la forza del suo immaginario e la profondità del messaggio umano e simbolico.
Ci sono storie che nascono da una ferita e diventano possibilità di guarigione. Ci sono voci che, scegliendo di raccontarsi, infrangono il silenzio dei tabù e aprono spazi di libertà per chi legge. L’incontro con Ciro Cacciola – giornalista, dj, autore di libri e curatore di numerosi progetti editoriali – si inserisce proprio in questa prospettiva.
Il suo libro, Il ragazzo dai pantaloni rosa, non è solo un romanzo di formazione: è un viaggio intimo e collettivo che attraversa l’identità, la memoria e il coraggio di essere se stessi al di là degli sguardi e dei giudizi.
L'11 luglio 2024 è stata emessa una nota ministeriale riguardo al divieto dell'uso degli smartphone in classe, attualmente estesa anche alla scuola secondaria di II grado, poiché quest'uso spropositato diminuirebbe il livello di attenzione, “in particolare durante le lezioni di matematica” e inciderebbe “negativamente sul naturale sviluppo cognitivo determinando, tra l'altro, perdita di concentrazione e di memoria, diminuzione della capacità dialettica, di spirito critico e di adattabilità”. In più aumenterebbe il fenomeno dell'Hikikomori, caratterizzato da “isolamento sociale volontario […] rinunciando ai rapporti con il mondo esterno” (citazioni prese tutte dalla nota ministeriale).
Esistono canoni prestabiliti, radicati nella nostra cultura da tempi immemori. Uno di questi riguarda il sesso e la concezione che noi abbiamo dei rapporti sessuali. È risaputo che l’attività sessuale sia alla base di ogni rapporto di coppia: quando essa manca, inevitabilmente anche il legame tra i partner perde di intensità o, in alcuni casi, si sfalda del tutto. Proprio per questo è fondamentale che la coppia sappia “reinventarsi tra le lenzuola”, ma soprattutto che ogni individuo vada oltre il canone imposto secondo cui il rapporto sessuale debba necessariamente includere un atto di penetrazione.
La Groenlandia non è più, formalmente, una colonia.
Dal 1953 è parte del Regno di Danimarca; nel 1979 ha ottenuto l’autogoverno, e nel 2009 una legge – il Greenland Self-Government Act – ha riconosciuto i groenlandesi come “popolo” con diritto all’autodeterminazione. Eppure, dietro questa grammatica di libertà, sopravvive una dipendenza profonda: economica, politica, simbolica.
Il colonialismo, qui, non è scomparso. Ha solo cambiato pelle.
Per chi non concepisce che l’essere umano è umano in quanto è, che l’uomo e la donna possono amare chi del loro stesso sesso, che chi nasce tondo in realtà si, può morire quadrato, è difficile non denigrare chi reputa <>, quando a dir la verità di sbagliato c’è solo il pensiero che chi è diverso dalle proprie aspettative lo sia. In un mondo che pretende la verità bisognerebbe insegnare a fondo cosa significa accettare, perché parlare di quanto si ama una persona, di quanto si ami sè stessi dopo un percorso di rinascita, o di quanto si ami in generale la propria vita solo per il gusto di averla costruita secondo le proprie preferenze, non potrà mai essere una condanna.
A quarant’anni ci si aspetta che tu abbia costruito qualcosa di solido: una casa, una famiglia, un lavoro stabile, un’identità chiara e rassicurante. È il copione che tutti sembrano conoscere, anche se nessuno lo dice apertamente. Se non lo hai fatto, sei considerato in ritardo, come se la tua vita fosse un treno che hai perso, come se la tua esistenza fosse un errore di percorso.
C’è chi vive nel mondo con una pelle più sottile.
Chi si sente “troppo”: troppo empatico, troppo fragile, troppo attento ai dettagli che gli altri non notano.
Chi, dopo aver inviato un messaggio, passa ore a chiedersi se abbia detto qualcosa di sbagliato.
Chi vorrebbe sentire di meno, proteggersi di più, imparare a non notare tutto quello che nota.
Essere sensibili è ancora considerato un difetto.
Nel primo articolo e nella prima intervista della rubrica SexFem abbiamo parlato rispettivamente di clitoride e maternità. Due parole che, ancora oggi, sembrano rappresentare i poli opposti attorno a cui ruota la sessualità femminile: da un lato il piacere, dall’altro la riproduzione, anche se sappiamo che è riduttiva questa dicotomia. Eppure, parlare di sesso femminile, nella nostra cultura, ha sempre voluto dire parlare di utero e maternità, in quanto la sessualità era finalizzata solamente alla riproduzione. La donna come madre, la sessualità come mezzo, mai come fine. Simone de Beauvoir, all’inizio de Il Secondo Sesso, lo spiega bene...
Quando No Other Land debutta alla Berlinale 2024, non passa inosservato. Fin dalle prime proiezioni è evidente di trovarsi davanti a un’opera destinata a lasciare un segno: il film conquista il Premio per il Miglior Documentario e il Premio del Pubblico della sezione Panorama, innescando da subito discussioni accese e un’attenzione internazionale insolita per un documentario politico così esplicito. Da lì comincia un viaggio che lo porterà tra i titoli più premiati dell’anno, fino agli European Film Awards 2024, dove vince come Miglior Documentario e ottiene la candidatura come Miglior Film. E nel 2025 arriva la consacrazione definitiva: No Other Land viene nominato agli Oscar come Miglior Documentario, proiettando la storia di Masafer Yatta nel cuore del discorso cinematografico globale.
Il tabù di oggi riguarda la solitudine dei genitori, soprattutto (ma non solo) delle madri.
Sei nel Meridione e provi a esprimere a parole le difficoltà genitoriali che ti fagocitano in una spirale senza fine. Ti aspetti una pacca sulla spalla, una mano che ti aiuti o con la prole o con la gestione della casa, un ascolto attento, attivo e senza giudizi. Qual è la realtà in molti casi?
Se facessimo un sondaggio tra alunne e alunni iscritti a Psicologia, chiedendo loro di esprimere la motivazione riguardo alla scelta del corso, statisticamente una significativa porzione risponderebbe: “Perché voglio aiutare gli altri”.
Una bella motivazione, diremmo, ma è davvero così?
Invece, non è scontato che si tratti di un buon punto di partenza per chi abbia intenzione di lavorare a diretto contatto con le persone.
Il 25 novembre rischia sempre di trasformarsi in un esercizio di memoria rituale: qualche parola spesa, qualche numero ripetuto, un senso di indignazione collettiva che dura lo spazio di una giornata. Eppure la violenza contro le donne non è una ricorrenza da ricordare, ma una struttura quotidiana che organizza le nostre vite, i nostri spazi, le nostre possibilità. Non è un episodio, né una somma di tragedie private. È un ordine sociale che continua a considerare i corpi femminili disponibili, esposti, trattabili.
Essere in uno stato di disoccupazione o inoccupazione può essere considerato un tabù, perché viviamo in una società individualista che tende ad attribuire la colpa di queste condizioni ai singoli individui invece che alla società e la disoccupazione o l’inoccupazione possono diventare sinonimo di fallimento personale o mancanza di intraprendenza.
Buttando via cose e spostando vari scatoloni, ad una certa però mi caddero dei testi del
liceo a cui non ho ancora avuto la forza di dire addio e, nel riprenderli, l’occhio si è posato subito su
di una pagina, anzi due, aperte una accanto all’altra: c’erano le foto di due opere d’arte,
apparentemente di una contemporaneità più attuale che mai per l’argomento trattato e invece poi
guardo meglio i paragrafi con i dati tecnici: 1967 e 1973.
Quelle opere avevano rispettivamente 58 e 52 anni, un lasso di tempo non irrisorio ma che,
nonostante ciò, mi parlavano.
È sempre stato un argomento che mi affascinava anche durante gli anni universitari: la capacità degli artisti (quelli davvero bravi) di “presagire” il futuro, anticipando problematiche/tematiche o cambiamenti sociali che si sarebbero verificati a distanza di 30, 40 o 50 anni. Poteri di chiaroveggenza o la semplice capacità di aver allenato maggiormente uno sguardo critico nei confronti del mondo circostante, ponendosi l’obbiettivo di andare oltre la superficie apparente del nostro essere?
C’è un tabù che abita silenziosamente le aule, i quaderni, i nostri ricordi di scuola:
l’idea che la matematica non abbia cuore.
Che sia fatta solo di numeri, regole, rigore; che non conosca emozione, stupore o poesia.
Eppure, se proviamo a guardarla diversamente, la matematica ci parla di armonia, di proporzioni perfette, di legami invisibili. È un linguaggio che tenta, con precisione e pazienza, di disegnare l’universo.
Oggi, persino un cuore — quella forma simbolica che associamo al sentimento — può nascere da una formula.
Vi siete mai fermati ad ascoltare i rumori della natura? Vi siete mai chiesti quali segreti custodisca e quali suoni possano sfuggire al nostro sguardo distratto? È proprio in questo silenzio che si nascondono creature rare e misteriose, come il gallo cedrone, il cui canto risuona ormai soltanto negli echi delle foreste più antiche.
È da queste riflessioni che nasce Whispers in the Woods (Le Chant des Forêts), il documentario immersivo del fotografo e regista francese Vincent Munier, uno dei più grandi interpreti del mondo selvaggio. Il film, presentato alla 20ª edizione della Mostra del Cinema di Roma, è un piccolo gioiello raro.
C’è un confine invisibile che separa ciò che possiamo nominare da ciò che la società preferisce silenziare.
Le droghe, più che sostanze, sono diventate simboli: del peccato, della devianza, della perdita di controllo. Ma dietro la cortina del proibizionismo si nasconde una verità scomoda — quella di corpi e vite che chiedono riconoscimento, diritti, libertà di scegliere e di sbagliare.
Parlare del “tabù della droga” significa interrogare le radici morali e politiche che hanno costruito lo stigma: non tanto contro le sostanze, ma contro le persone che le usano.
Con Alessio Guidotti, presidente di ITANPUD – Italian Network of People who Use Drugs, proviamo a spostare lo sguardo: dalle paure ai diritti, dal pregiudizio alla consapevolezza, dal silenzio alla parola.
Ha suscitato ampio dibattito, soprattutto tra gli addetti ai lavori, il lungo memo pubblicato da Bill Gates a fine ottobre, intitolato “Three Tough Truths About Climate”. Nel testo, Gates afferma di voler riportare il discorso sul cambiamento climatico alla realtà dei fatti, ma lo fa da una posizione peculiare: quella del miliardario filantropo che, pur non essendo scienziato né politico, può permettersi di dettare l’agenda del dibattito globale, definendo cosa è la verità senza mai sostanziarla.
Essere sibling significa una marea di cose.
Significa conoscere il mondo con occhi, mani e orecchie diverse dal solito, ma non per questo meno valide, anzi.
Significa condividere esperienze in ogni dove, che sia all'università per la tesi di laurea o per un incontro fugace con una compagna di università che il giorno dopo fa letteralmente perdere le proprie tracce, o su un treno che prendi tutti i giorni in cui ti ritrovi anche a dover difendere il tuo familiare autistico da due tizie che, credendolo un depravato perché sta mimando un urlo di Dragon Ball, si spostano di vagone e tu vai loro incontro per chiarire, finendo per mettersi loro a figura di merda.
Ci sono corpi che la città accoglie come parte naturale del suo paesaggio e corpi che invece percepisce come estranei. La dimensione razzializzata dello spazio urbano non si esprime soltanto attraverso episodi espliciti di discriminazione, ma nella geografia quotidiana che assegna centralità ad alcuni e margini ad altri. È qui che emerge il tabù migrante: la rimozione sistematica delle presenze diasporiche, la cancellazione delle loro storie, l’idea che lo spazio urbano possa essere neutro e universale mentre continua a produrre esclusioni.
Viviamo in un’epoca in cui tutto deve essere utile, produttivo, quantificabile. In questa corsa verso l’efficienza e l’immediatezza, la filosofia è diventata un tabù. Non nel senso di un argomento proibito, ma come qualcosa che la società evita, considera inutile, e di cui quasi si vergogna.
Chi oggi si dichiara appassionato di filosofia viene spesso guardato con scetticismo: “A cosa serve?”, “Con la filosofia non si mangia”, “Meglio studiare qualcosa di pratico”.
Eppure, proprio nel mondo che più sembra averla superata, la filosofia è più necessaria che mai.
Se c'è un tabù ancora imbattibile, sicuramente è quello di ricorrere alla psicoterapia: vige ancora la convinzione che solo coloro che non vanno d'accordo con nessunə e che litigano col mondo intero debbano andare in terapia. Ciò alleggerisce le coscienze di chi, la coscienza, non l'ha mai guardata né tanto meno curata: dopotutto, è proprio la mancanza di consapevolezza a rendere le persone arroganti con chi decide di affidarsi a cure psicologiche perché “tanto io non ne ho bisogno, sei tu a non stare bene con la testa, sei tu a dare di matto!”
Eyes on Palestine vuole evidenziare come le persone comuni, in tutto il mondo, si rapportano e vivono il conflitto israelo palestinese, soprattutto riguardo il genocidio in corso. I cittadini si esprimono, in maniera più diretta scendendo in piazza durante le manifestazioni indette per il popolo palestinese, e durante altri cortei sono presenti bandiere e slogan che chiedono la pace.
La teoria crip, elaborata da Robert McRuer, nasce per smascherare questa illusione di neutralità. Mostra come la disabilità non sia un difetto individuale, ma l’effetto di un mondo costruito su misura per pochi. Rosemarie Garland-Thomson lo esprime con chiarezza: “Disability occurs when bodies don’t fit into the world as it has been built” (2011). La disabilità non è nel corpo, ma nello scarto che si apre tra il corpo e un ambiente che lo respinge.
Ci sono corpi che si sottraggono al silenzio.
Corpi che hanno imparato a convivere con lo sguardo degli altri, con la critica travestita da consiglio, con la gentilezza paternalistica che pesa più di un insulto.
Corpi che — per esistere — devono giustificarsi.
È da qui che nasce “Curvy Dream. Forme da sogno”, la settima edizione del calendario ideato dal fotografo bresciano Piero Beghi, conosciuto in tutta Italia come il fotografo delle curvy.
C’è un’educazione che non si limita a insegnare, ma che prova a trasformare il mondo.
Ne parliamo con Giovanna Giacomini, educatrice e fondatrice del progetto Scuole Felici, che ci invita a ripensare la scuola non come luogo di addestramento, ma come spazio di libertà, dialogo e cura del futuro.
Perché se il sapere non passa per il corpo, per il cuore e per il coraggio di cambiare, rischia di restare sterile.
E allora: che scuola vogliamo abitare? E soprattutto, che tipo di umanità vogliamo crescere?
Napoli è spesso vista come un tabù culturale, sociale e persino emotivo. Scopri perché questa città divide, spaventa e affascina — e come sfatare i pregiudizi che la circondano
Nella nostra società sembra ci sia un tempo per ogni cosa: il tempo di scegliere la scuola, quello di prendere la patente, il tempo di iniziare a lavorare, quello di avere figli, il tempo di sposarsi, quello di diventare “qualcuno”. Ma non ci siamo mai soffermati nel capire il motivo di questa corsa. Viviamo vite ordinarie in cui sembriamo muoverci come personaggi di un videogame, dove la diversità sembra uno ostacolo, la paura un atto di debolezza e la ribellione una via anticonformista. Invece è proprio l’esatto contrario.
Ci sono, però, autrici e studiose che vogliono scardinare questo mito della maternità e invitarci a guardare la maternità stessa come possibilità. Ilaria Maria Dondi, giornalista e autrice di Libere. Di scegliere se e come avere figli (Einaudi, 2024), è una di queste. Grazie al suo libro e alla newsletter “Rompere le uova”, Dondi offre spazi di riflessione e confronto dove le donne, madri, childfree o childless, possano riconoscersi fuori dal giudizio. A partire dalla sua esperienza personale, attraversata da una maternità arrivata dopo i 35 anni e segnata anche da una depressione post-partum, parla di un’urgenza collettiva: restituire complessità al discorso sulla maternità e sulla libertà riproduttiva.
La chiamano dolce attesa, di dolce c'è poco ma di attesa, beh quella è molta.
Dalla mattina delle due lineette, qualcosa nella mente si accende e non si spegne più. Il percorso, per quanto incerto, è ormai iniziato. Superato il panico dei primi giorni, si oscilla costantemente tra un "lo voglio" e un "non lo voglio". Vivi in un limbo e speri che vada tutto bene, qualsiasi cosa significhi.
Nei primi tre mesi occorre restare ancorati al presente, ma non si può fare a meno di fantasticare. Ogni volta, in bagno, temi di scorgere una macchia rossa sull’intimo. La fine dei giochi. Alla prima ecografia, la ginecologa sorride e dice: «E adesso incrociamo le dita».
In Italia, una famiglia su sei affronta la perdita di un figlio in gravidanza o dopo la nascita. È un evento frequente eppure quando ci si trova in mezzo, spesso si resta con un alone di silenzio attorno: nessuno sa davvero cosa dire, quale sia la cosa giusta da fare, ci si sente goffi di fronte a qualcosa di cui non si è mai sentito parlare. Se poi per mancanza di formazione l’indifferenza comincia in ospedale, nel luogo che più dovrebbe farci sentire al sicuro, allora il lutto si complica ancor di più. Sì, perché il lutto perinatale è una delle esperienze più dolorose e traumatiche che si possa vivere e come tale necessita di riconoscimento e sostegno.
Il presente elaborato presenta le riflessioni in relazione all’evento terroristico avvenuto il 2 agosto 1980 presso la Stazione di Bologna, che fanno parte di uno studio analitico sulla derivazione degli atteggiamenti terroristici, e i fattori determinanti che contribuirono alla realtà del fascismo.
Ma la tesi attorno alla quale viene riunita una mole di varia materia è quella dell’essenza psicologica dei movimenti terroristici che pullulavano nella cosiddetta Età di Piombo, richiamando alla teoria del suicidio di Durkheim.
Di qui, apre lo sbocco che permette di avanzare sull’analisi della natura dei movimenti terroristici, la quale, partendo da fondamenti sociologici, viene perfezionata con ulteriori osservazioni sulla psiche.
Per gran parte del Novecento il potere ha usato la paura come tecnologia di governo. Bastava uno shock: un attentato, un nemico da nominare, un allarme sicurezza. Era la psicologia del terrore, fondata sull’evento improvviso e sulla risposta immediata: spaventare per disciplinare, mobilitare, giustificare lo stato d’eccezione.
Sto scorrendo il feed di Facebook...
Mi chiede a cosa sto pensando... Lo fa tutti i giorni dal momento della mia iscrizione.
So che lo fa con tutti, quindi non mi illudo che possa riservarmi un trattamento di favore, per carità.
Sapete che c'è, però? La sua domanda sospesa mi disturba, un po' come le notifiche di nuovi messaggi che "sporcano" l'ordine della mia cronologia. Non sono fatta per "Ghostare"... È così che si dice, giusto?! Che boomer che sono! Comunque, credo che reagire agli stimoli sia utile al perseguimento di un obiettivo. Giusto per non rimanere fermi... Odio rimanere ferma, e chi mi conosce lo sa bene!
Tra i “compiti” che la pratica artistica si è prefissata fin dall’alba dei tempi, già dai primi segni nelle caverne, è proprio quello di fungere da specchio della società nel quale era immersa e la donna per molto tempo non ha potuto esprimersi liberamente come l’uomo per crearsi una propria identità.
Un padre non piange in sala parto. Non crolla la notte mentre tutti dormono. Non trema davanti alle bollette.
Il copione sembra scolpito: lavorare, reggere, proteggere. Essere pilastro, mai peso.
È una narrazione antica che, a tratti, ha persino rassicurato.
Eppure la realtà dice altro: fino a un padre su dieci sviluppa ansia o depressione nel periodo perinatale, con un picco nei primi sei mesi dopo la nascita.
Il tabù di oggi riguarda le malattie cosiddette “invisibili”, poiché coi soli occhi una persona viene percepita sana anche se nella pelle e negli organi si muovono patologie di varia entità, gravità ed eziopatogenesi.
La psicoterapia è invece un valido e prezioso strumento che ci può aiutare a crescere ed evolvere. Ci permette di acquisire gli strumenti utili e preziosi per potere affrontare le difficoltà della vita con inedite consapevolezze utili per conoscersi meglio e relazionarci con serenità con gli altri. Ci insegna ad ascoltare e accettare le proprie emozioni e capire come reagire ad esse efficacemente.
Ci guida e ci fa capire che siamo noi i diretti protagonisti della nostra esistenza e come tali meritiamo di vivere in piena coerenza con i propri desideri, valori, ideali e sogni più autentici per condurre esistenze significative e di qualità.
Sull’argomento conversiamo in questa intervista con la dottoressa Martina Migliore, psicoterapeuta e Direttrice della formazione e sviluppo in Serenis.
Essere donna, avvocata penalista e attivista significa muoversi ogni giorno in spazi ancora troppo segnati da disuguaglianze. L’avvocata Melania Costantino ci accompagna nel suo racconto, dove professione e vita personale si intrecciano in una lotta continua per i diritti, la giustizia e l’accoglienza.
Cosa significa rinunciare oggi? In una società che celebra la carriera, l’autorealizzazione e il successo individuale, mettere in pausa un percorso professionale per seguire il proprio partner può apparire come un gesto anacronistico. O peggio: una sconfitta.
Eppure, come ci racconta Marta Guidarelli, ex dirigente in Campari e oggi studentessa negli Stati Uniti, questa scelta può essere tutt’altro che una rinuncia.
È una forma di libertà. Un atto pieno, consapevole, in cui famiglia, affetto e desiderio tornano ad avere cittadinanza nella narrazione delle donne.
Tra i tabù che abitano la città, quello che riguarda il corpo femminile è forse il più persistente. Non perché le donne non ci siano, ma perché la loro presenza nello spazio urbano è stata a lungo considerata marginale, accidentale, non degna di una progettazione specifica.
Il Festivalfilosofia 2025, che si è svolto dal 19 al 21 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo, ha chiuso la sua 25ª edizione con un successo che va oltre i numeri. Il tema, Paideia, ha trasformato le città in un’aula diffusa, in cui migliaia di persone hanno respirato insieme la forza dell’educazione, della formazione e della cultura condivisa.
Nonostante in Italia il colonialismo abbia giocato un ruolo molto importante nella costruzione
dell’identità nazionale, ancora non si parla abbastanza delle conseguenze che il nostro passato
coloniale ha e ha avuto sui paesi colonizzati. Così facendo, oltre a minimizzare le responsabilità
storiche del nostro paese, si fa sì che il già marginale dibattito pubblico attorno ai temi riguardanti i
rapporti politico-economici con i paesi africani settentrionali e orientali rimanga intriso del retaggio
coloniale.
L’idea che la guerra sia una distrazione è più diffusa di quanto sembri.
Ma è anche pericolosa.
Parte da un presupposto fallace:
che i conflitti armati e la crisi climatica siano due sfere separate, in competizione per attirare l’attenzione pubblica.
In realtà sono profondamente intrecciati.
Ogni guerra accelera il collasso ecologico.
Produce emissioni massicce, devasta gli ecosistemi, distrugge infrastrutture energetiche e agricole, innesca migrazioni forzate, interrompe le politiche ambientali locali e spinge gli Stati a reinvestire nei combustibili fossili in nome della sicurezza.
I conflitti non distolgono l’attenzione dalla crisi climatica.
La aggravano.
Siamo sempre più connessi, ma forse anche sempre più lontani da noi stessi.
Viviamo in una realtà dove l’intelligenza artificiale ci suggerisce cosa leggere, cosa guardare, cosa pensare.
Ma a forza di delegare tutto alle macchine, cosa resta della nostra libertà?
C’è qualcosa che sta rischiando di diventare il nuovo, grande tabù: l’essere umano.
Per affrontare questa complessa e scomoda verità, abbiamo dialogato con Paolo Ercolani, filosofo, scrittore e saggista oltre che docente dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici; ha scritto libri e articoli scientifici ed è autore di numerosi articoli per varie testate, tra cui «La Lettura» del «Corriere della Sera», «il Manifesto» e «MicroMega»”.
Sempre più coppie riscontrano problemi di infertilità, con o senza causa, pertanto fanno ricorso alla pratica di Procreazione Medicalmente Assistita (acronimo PMA), affinché possano espandere la propria famiglia ricorrendo all'aiuto della scienza.
Il punto di vista adottato per il seguente articolo non è prettamente medico, perché esiste il personale sanitario preposto. Ci si soffermerà piuttosto sugli aspetti emotivi e relazionali il cui tabù risulta necessario rompere.
C'era una volta una ragazza a cui i libri hanno salvato la vita. Si trattò di un'azione salvifica silenziosa, nell'inconsapevolezza della ragazza stessa che ad essi si aggrappava per non affondare. E per non perdersi.
Iniziarono a salvarle la vita in un giorno ancora caldo di ottobre, quando il freddo della disgrazia le penetrò le ossa e il cuore.
È mattina presto. Prima che il mondo si svegli, prima che la casa si riempia di
rumori e richieste, ti prepari il solito caffè. Quel momento dovrebbe essere il tuo
piccolo rito quotidiano, un frammento di pace. Ma mentre l’acqua bolle, la
mente già corre: “Devo ricordarmi di mettere la lavatrice.” Hai una lista. L’hai
sempre avuta. Ti hanno insegnato che essere organizzata è sinonimo di
efficienza, di valore. E così, mentre il caffè si prepara, un altro pensiero si
affaccia: “Devo andare in banca a pranzo.” Poi un altro: “Oggi c’è la riunione
genitori a scuola.” Ti ricordi che tuo marito ti ha chiesto il suo piatto preferito per cena. Ma il frigo è vuoto. Dopo la riunione, devi assolutamente passare al supermercato. È il suo compleanno, non puoi deluderlo. E poi c’è il lavoro. Una lista infinita di cose da fare, magari per uno stipendio che non basta nemmeno per concederti una manicure o una piega dal parrucchiere. Ma almeno ti permette di pagare le bollette. Non hai ancora finito il caffè e sei già esausta.
Ognuno di noi ha le proprie date del cuore da segnare puntualmente sul calendario: chi il compleanno del figlio, l’anniversario di fidanzamento col partner di turno o magari appuntamenti con meno sentimentalismi alle spalle come l’inizio delle tanto sudate vacanze o il concerto di quel
biglietto comprato in un semplice momento di noia più di un anno prima.
E se vi dicessi che ad essere cerchiate in un segno di promemoria ci fossero anche le date dei saldi?
Essere camionista, per Laura Broglio, non è stato il coronamento di una passione d’infanzia, ma l’inizio inatteso di una rivoluzione personale.
In un settore dominato dagli uomini, ha scelto la cabina di un camion come spazio di emancipazione, di lotta contro stereotipi e tabù, e come strumento per creare comunità.
La sua voce e la sua presenza online, con Una ragazza in camion, diventano un manifesto: non solo per ridefinire cosa significhi lavorare, ma per smontare il “mito del sacrificio” e affermare che professionalità e cura di sé possono (e devono) coesistere.
La malattia mentale non conosce genere: riguarda madri e padri, e inevitabilmente, coinvolge l’intero nucleo familiare.
I dati però parlano chiaro: le donne, soprattutto nel periodo perinatale (dalla gravidanza al primo anno dopo il parto), sono più esposte a depressione e disturbi d’ansia.
Su di loro pesa un elevato carico culturale e sociale, alimentato da un ideale di maternità perfetta: madre instancabile, sempre accogliente, priva di fragilità. Questo tabù è ormai noto e nasce da un modello sociale che pretende la perfezione dalle madri e rende invisibili i padri.
Il termine "matrimonio" affonda le sue radici nell’etimologia latina mater (madre) e monus (dovere), indicando originariamente il “dovere della madre”. Un concetto che rimanda a un’epoca in cui l’unione tra due persone era fortemente legata a obblighi sociali, familiari e riproduttivi.
Oggi, fortunatamente, il matrimonio non è più una tappa obbligata nella vita di tutti, ma sempre più una scelta consapevole.
Nonostante la sessualità stia progressivamente uscendo dalla dimensione di tabù che l’ha sempre caratterizzata, lo stesso non accade per il piacere femminile. Questo continua a essere rimosso, silenziato e marginalizzato.
Mentre la ricerca spasmodica di un sud a misura d’uomo investe una realtà ai margini della storia, le località tradiscono la loro identità per accogliere questa richiesta, o comunque la mettono in vetrina. Tutto diventa performance di genuinità e in questo meccanismo di marketing qualcuno resta ammaliato e qualcuno resta fregato.
Con Murat Cinar, giornalista, analista e voce libera dentro e fuori il giornalismo italiano, entriamo in uno dei territori più tabù del nostro tempo: il ruolo dei media nella costruzione (o nel silenzio) dei conflitti. Dalla Turchia a Gaza, passando per il linguaggio, l’invisibilità delle minoranze nelle redazioni e l’indifferenza mascherata da “neutralità”, questa intervista scava dentro quello che non si dice, e ancora di più, come non lo si dice.
Oggi è il 10 settembre, giornata internazionale della prevenzione del suicidio. Viviamo in una società edonistica, una società che si tiene alla larga dal dolore e considera debole una persona che è solo sofferente, tutto ciò ci allontana anche dalla sofferenza psichica.
Qual è il posto del sapere in materia di psiche? La persona che mi pone questa scomodissima domanda – e che ringrazio, non senza ironia – è persona troppo arguta per non sapere che la sua domanda non mira affatto alla costruzione delle nozioni, cosa di cui si occupano i pedagogisti, ma al cuore stesso degli esseri umani. Qual è, però, questo cuore? Escludiamo l’organo, dominio dei medici, ed escludiamo pure l’amor lirico, dominio dei poeti e dei loro affini, ma non sottraiamoci alla domanda. È di ciò che fa soffrire, che qui si tratta, di quella penosa sensazione di essere mancanti, su cui tanto l’amore quanto le passioni (liebe unt arbeit, diceva Freud), facendo apparire un al di là di felicità in vece di un al di qua indefinibile, calano il più pietoso dei veli.
Cosa accade quando un corpo decide di esistere al di fuori delle righe, dei numeri, delle taglie? Quando sceglie di non chiedere più il permesso per essere visto, desiderato, ascoltato?
Accade che la bellezza si fa atto di coraggio e la filosofia incontra la pelle: quella vera, segnata, viva, parlante.
Nel nostro tempo, in cui il potere si annida anche nello sguardo, la ribellione più radicale può iniziare dallo specchio. Martina Giraldi, modella curvy, attivista e voce lucida contro la grassofobia sistemica, incarna una resistenza che non ha bisogno di urlare: le basta esserci.
Lottare contro lo stigma nei confronti della salute mentale
Ne abbiamo pienamente conferma leggendo “Dentro le menti, fuori dai tabù”, il primo libro della fondatrice di Unobravo, Danila De Stefano edito da Sperling & Kupfer. In questo libro ispiratorio e considerato un vero e proprio manifesto contro i pregiudizi e lo stigma nei confronti della salute mentale, la founder di Unobravo racconta la storia della nascita della piattaforma on line che offre servizi di supporto psicologico, nata nel 2019, e che attualmente annovera circa 7000 psicologi.
L'alcoolismo femminile rischia di diventare un tabù.
Le prove dell'alcolismo in aumento fra le donne sono sempre di più, sempre più in crescita.
Il problema sta nella pressione sociale, legata al fatto di non poter essere alcoliste perché tradizionalmente le donne dovrebbero essere mamme, badanti e curatrici, tale pressione spinge le donne alcosite a nascondersi maggiormente.
Ci sono storie che non si raccontano solo con le parole, ma con il silenzio che le accompagna. Storie che pesano come macigni, ma che portano con sé la forza ancestrale della rinascita. Quella che state per leggere è una di quelle. È la storia di Tommasina Crugliano, una donna che ha attraversato l’inferno con gli occhi spalancati e le mani legate, che ha conosciuto l’abisso della violenza, la solitudine del carcere, ma anche la luce faticosa e tremante del riscatto.
Curare la salute fisica con i farmaci è un gesto normale, quotidiano, privo di imbarazzo.
Quando si parla di psicofarmaci, il discorso cambia: assumere un antidepressivo o uno stabilizzatore dell’umore diventa un atto circondato da sospetto e stigma. Chi li utilizza rischia di essere percepito come debole, pericoloso o poco affidabile. Questa idea non nasce dalla scienza, ma da un tabù culturale che ancora oggi pesa sulla salute mentale.
Negli ultimi anni, la crescente esposizione dei bambini agli schermi ha generato un allarme sempre più diffuso tra educatori, professori, psicologi e governi di tutto il mondo. Non si tratta più soltanto di un fenomeno legato allo svago o al progresso tecnologico, ma di un cambiamento profondo nel modo in cui i bambini crescono, imparano e si relazionano con il mondo.
Ogni città porta con sé ciò che mostra e ciò che nasconde. Camminando tra strade, piazze e palazzi vediamo superfici e geometrie, ma difficilmente ci soffermiamo sulle assenze che li attraversano. L’architettura e la pianificazione urbana non sono mai innocenti.
«Maschio o femmina?»
È una delle prime domande che una donna incinta si sente rivolgere, spesso ancora prima del classico «E tu, come stai?». La pongono amici, parenti, colleghi, conoscenti e persino perfetti estranei con un sorriso curioso e gli occhi pieni di eccitazione. Quando la risposta che ricevono è un "non so ancora" partono le scommesse e le supposizioni. Un' interesse quasi morboso si genera attorno al ventre in crescita della futura mamma "la pancia è tonda, è alta, è bassa...quindi..." tutti vogliono indagare e provare a indovinare cosa si nasconde dentro. Come se conoscere il sesso del nascituro fosse un’informazione essenziale, urgente, inevitabile.
Nell’epoca dell’automazione e degli obiettivi a breve termine, parlare di sostenibilità può sembrare un gesto tecnico, a volte retorico. Ma per Veronica Balbi, Sustainability e Impact Manager per Maikii e FABA, la sostenibilità è tutt’altro che un esercizio di compliance o un’etichetta aziendale. È, prima di tutto, una postura etica: uno sguardo che mette le persone al centro, che abbraccia l’incertezza, che coltiva l’ascolto come forma di responsabilità.
Ogni identità è un’opera in divenire. La nostra esistenza si scolpisce nel tempo, tra le ferite e le scelte, i cambiamenti e le rinunce. In questo fluire costante, ci sono voci che sanno restituire senso anche al dolore, che sanno tradurre il vissuto in parole autentiche.
Aline Improta è una di queste voci.
Raccontare i miei traumi e le loro conseguenze sulla mia quotidianità alla persona più importante della mia vita ha sempre appesantito la gravità dei discorsi che avrei potuto condividere.
In questa intervista, parliamo con Paola Budini, coach genitoriale, per scoprire quali sono i tabù che rendono difficile il dialogo tra adolescenti e genitori. Scopri come affrontare queste barriere e migliorare la comunicazione in famiglia durante l'adolescenza.
In questa coinvolgente intervista, Roberta Beolchi, presidente dell'Associazione Edela, condivide la missione appassionata della sua organizzazione nella lotta contro il femminicidio. Scopri come Edela affronta il dramma della violenza di genere, supporta le vittime e sfida i tabù che spesso circondano questo urgente problema sociale. Un racconto di impegno e speranza che non puoi perdere.
In questa esclusiva intervista, Monia Cuppellini, fondatrice dell'associazione "Attraverso Nuovi Occhi" e autrice dell'omonimo libro, condivide il suo viaggio personale e professionale nell'aiutare le donne a superare momenti difficili. Monia ci racconta le origini del suo progetto e l'ispirazione dietro la sua opera, affrontando i tabù femminili che troppo spesso ostacolano la crescita personale e la rinascita. Esploriamo come il suo approccio da mental coach può guidare le donne a vedere il mondo con "nuovi occhi" e a sfidare le convenzioni sociali limitanti.
Dignità: quanto è ricorrente in testi e discorsi? Moltissimo, infatti secondo il Grande dizionario italiano dell’uso è classificata come parola di “alto uso”.
Nel mondo pieno di caos e incertezza, una delle poche cose che resta, infatti, costante è l'importanza della dignità, definita dal dizionario come lo stato o la qualità di essere meritevoli di onore e/o rispetto.
L’arrivo, per non dire l’invasione, della tecnologia ha azzerato il concetto di parola rendendola sterile strumento di comunicazione immediata.
La parola ha perso il potere di relazione, di comunione, di condivisione tra individui arrivando ad essere ridotta all’osso se non storpiata a causa della fretta indotta dai moderni mezzi di comunicazione.
L’arte non sempre nasce dalla meraviglia o dallo stupore come la filosofia, ma, sicuramente come quest’ultima, nasce dalla necessità di dare voce alla propria visione del mondo, che scaturisce spesso da semplici e banali domande.
Un passo di una famosa lettera del Caporalmaggiore Matteo Miotto, inviata dall’Afghanistan ad un giornale, due mesi prima di morire, per descrivere l’esperienza della Brigata Julia cui apparteneva.
Leggendo queste parole, anche dopo anni, la riflessione cade sulla concezione del tempo vissuto in quelle circostanze: solo il presente viene percepito, o forse, solo il presente può e deve essere vissuto per poter sopravvivere in territori di guerra.
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